A Shanghai uno spazio polifunzionale dedicato alle collezioni tessili

Shanghai
Shanghai Miracle Living nato dalla collaborazione fra Hangar Design Group e Vudafieri-Saverino Partners.

ShanghaiSituato lungo Tongren Road, nel centralissimo e prestigioso Jing’an district di Shanghai, Miracle Living è un concept store di 320 mq distribuiti su due livelli basato su un approccio narrativo e esperienziale.

Oltre alle collezioni in seta firmate Silky Miracle e a quelle dello storico brand italiano Frette, si possono ammirare opere d’arte contemporanea esposte nella galleria dedicata e si può fare una sosta nel relax corner in cui è stato ricavato un bar. A firmare il concept del nuovo negozio di Shanghai è stato lo studio multidisciplinare di design strategico Hangar Design Group che ha collaborato con lo studio di progettazione Vudafieri-Saverino Partners.

Fluidità, eclettismo, contaminazione, coinvolgimento emotivo, sono gli ingredienti di uno spazio polifunzionale in cui i prodotti tessili convivono con opere d’arte.

Il progetto di retail tracciato dai due studi mette in dialogo materiali pregiati come il marmo, la pietra e l’ottone che, con le loro texture materiche, diventano elementi strutturali, sobri, mai prorompenti. Accanto ad essi sono stati scelti con cura elementi più ruvidi, come le resine o la fibra di vetro, altri più impalpabili come i velluti, o performanti come i tessuti firmati Kvadrat e Maharam; e ancora, dal sapore artigianale come il legno di recupero della cinese Imondi: in un sapiente gioco di equilibri tutti questi materiali assumono un nuovo carattere donando una tattilità sensuale e un’atmosfera calda, seppur delicata, all’intero spazio.

«La shopping experience si sta evolvendo rapidamente, soprattutto in un paese come la Cina e in particolare a Shanghai dove la tecnologia e l’e-commerce sono parte della quotidianità delle persone. È quindi fondamentale il saper attribuire ai luoghi un significato più ampio, e la capacità di diventare il paesaggio fisico dove le persone possono vivere le proprie emozioni. Le proprie scoperte». Così ha commentato il progetto Tiziano Vudafieri.

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