Mood positivo da Heimtextil e si guarda al futuro

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Heimtextil 2023

Qual è il mood del settore tessile nel 2023? E ancora quale il sentiment nei confronti degli eventi fieristici fisici

in questo periodo post pandemico? Per comprendere l’attuale situazione abbiamo incontrato a Francoforte, durante Heimtextil, prima fiera di settore dell’anno 2023, Donald Wich,  AD di Messe Frankfurt Italia.
“I numeri sono estremamente positivi, in crescita rispetto alla special Edition di giugno ma anche in linea con le edizioni pre covid, questo nonostante la complessa situazione geopolitica. Così nonostante l’apertura  delle frontiere con la Cina sia recentissima abbiamo espositori e anche visitatori da questo Paese. iIn crescita i buyer provenienti dagli USA. L’Italia poi si riconferma il primo posto come numero di visitatori esteri. In generale  livello di internazionalizzazione sia di espositori che di operatori che visitano la manifestazione è sicuramente in aumento. Questi dati hanno fatto sì che il mood delle giornate fieristiche fosse estremamente positivo: soddisfazioni sia per i numeri ma soprattutto per  la qualità dei visitatori presenti. Nota positiva anche la presenza di operatori provenienti dall’Ucraina”.

Si conferma la centralità della sensibilità verso la sostenibilità. Ma è cambiato forse il racconto, non c’è più una esasperazione degli aspetti tecnologici, dei dettagli quanto piuttosto una attenzione estrema su una sorta di interiorizzazione legata al concetto di benessere che coinvolge tutti gli aspetti della filosofia aziendale.
“Sì, oggi, la sostenibilità viene realmente interpretata a 360° diventando un concetto quasi olistico che evidenzia non tanto singoli elementi ma l’intero DNA aziendale. Un nuovo racconto che si è potuto leggere molto chiaramente visitando gli stand degli espositori presenti in manifestazione. Noi come fiera, poi, abbiamo messo in atto tutta una serie di progetti per valorizzare queste storie, creando dei focus per accrescere la consapevolezza di produttori  e visitatori (green village, trend space, green tour…)”.

Molti pensavano che la “lontananza“, i nuovi strumenti di interazione avrebbero fatto disabituare e disamorare gli operatori dagli eventi fieristici fisici. Mi sembra che in realtà i dati smentiscono questa tesi?
“Anche noi eravamo curiosi di capire cosa sarebbe successo nell’era post covid. I dati, l’entusiasmo di visitatori e espositori evidenziano come il ruolo degli eventi fisici sia vissuto come fondamentale (nel tessile, in modo particolare, visto il ruolo della dimensione tattile). La fiera oggi viene interpretata sia come momento di business che di approfondimento culturale. Certo il digitale è un valore aggiunto che consente di prolungare la vicinanza fra espositori  e compratori amplificando la durata dell’evento fieristico”.

Osservando l’affluenza degli stand mi sembra di capire che il made in Italy stia acquisendo un ruolo sempre più importante nei mercati internazionali?
“Si il made in Italy sempre di più sta diventando un fattore di distinzione nei mercati tutto il mondo.Anche nel settore tessile e sinonimo di prodotto di qualità e sostenibile.Una consapevolezza che le aziende italiana tendono a sentire  sempre di più e che le stimola a fare sistema”.

E a proposito di scenari internazionali quali gli orientamenti di Messe Frankfurt? Recentemente avete annunciato di voler guardare con maggiore attenzione all’Europa?
“In effetti le logiche di approvvigionamento stanno mutando si guarda sempre di più al Reshoring, si punta sulla globalizzazione di vicinanza. Messe Frankfurt da sempre vuole farsi portavoce delle tendenze di mercato. proprio per questo stiamo valutando nuovi progetti più focalizzati sul vecchio continente. E non nascondo che, poiché l’Italia è un mercato che ci sta dando particolari soddisfazioni, potremmo valutare opportunità nel nostro Paese”.

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