Dalle foglie d’ananas ai piumini sostenibili

Re-Root-Tex trasforma le foglie di ananas in fibre tessili innovative attraverso un processo puramente meccanico, senza additivi chimici. La startup fondata da Rony Khan riutilizza scarti agricoli che altrimenti verrebbero inceneriti, creando tessuti sostenibili per l’industria della moda e del tessile casa.

Una delle innovazioni tessili più sorprendenti degli ultimi anni proviene da un frutto tropicale che tutti conosciamo: l’ananas. Non dalla polpa, ma dalle sue foglie, considerate fino a oggi un semplice scarto agricolo. La startup Re-Root-Tex ha presentato in collaborazione con Sanders-Kauffmann un piumino riempito con fibre estratte dalle foglie della pianta d’ananas, dimostrando che l’upcycling può battere il riciclaggio tradizionale in termini di sostenibilità.

L’idea è nata durante la pandemia del 2020, quando Rony Khan, fondatore dell’azienda e ricercatore di origini bengalesi, ha visto i cieli improvvisamente limpidi a causa del blocco dei voli. “Essere reso così consapevole delle conseguenze fatali delle nostre azioni ha fatto scattare qualcosa in me”, racconta Khan. “Ho iniziato a cercare un modo alternativo per produrre tessuti che aiutasse le persone senza danneggiare la Terra”.

La risposta Khan l’ha trovata nei ricordi della sua infanzia. Cresciuto in una fattoria in Bangladesh, aveva visto le enormi quantità di rifiuti organici prodotti durante il raccolto, masse di materie prime preziose che venivano semplicemente bruciate o lasciate a fermentare. Le foglie di ananas, in particolare, rappresentavano un’opportunità sprecata.

Rony Khan, fondatore della start-up Re-Root-Tex che produce fibre sostenibili dalle foglie di ananas

La produzione di tessuti dalle foglie di ananas non è una novità assoluta: in Bangladesh e nelle Filippine esistono tradizioni artigianali secolari che producono tessuti pregiati attraverso un processo manuale. Le fibre vengono estratte a mano, poi filate e tessute, creando materiali bellissimi ma troppo costosi per il mercato di massa. L’innovazione di Khan è stata industrializzare questo processo mantenendone la sostenibilità.

Sotto la supervisione della professoressa Maike Rabe presso l’Hochschule Niederrhein, Khan ha dedicato la sua tesi di dottorato allo sviluppo di macchinari capaci di rendere la produzione industrialmente sostenibile e scalabile. “Il processo funziona ancora in modo puramente meccanico, senza assolutamente nessun prodotto chimico e con un consumo minimo di acqua”, spiega il ricercatore. Ci sono voluti circa due anni per sviluppare completamente il processo meccanico, con macchine progettate insieme ai partner in Bangladesh e ricostruite o adattate per ben sette volte.

Ciò che rende questa fibra straordinaria è la sua sostenibilità multipla. La pianta non viene coltivata specificamente per la produzione di fibre: le foglie sono un sottoprodotto che altrimenti verrebbe incenerito o smaltito. In questo modo, Re-Root-Tex riduce l’uso generale di materie prime, la quantità di rifiuti nell’industria alimentare e le emissioni di CO2 e metano che sarebbero generate dallo smaltimento convenzionale attraverso fermentazione o incenerimento.

La collaborazione con Sanders-Kauffmann è nata quasi per caso. L’azienda cercava un’alternativa sostenibile al classico riempimento in piuma e aveva contattato l’università. Nel frattempo, Khan aveva scoperto che le sue fibre potevano essere utilizzate in modo molto flessibile. “Quando ho fatto domanda per il progetto, ero in grado di presentare i primi risultati concreti, che si sono rivelati convincenti”, racconta. Lo sviluppo del riempimento in ananas è durato dal 2022 al lancio nel 2025, con Khan che doveva lavorare su due fronti: in Bangladesh per le macchine e in Germania per le proprietà delle fibre.

I campi di applicazione sono molteplici e in continua espansione. Dal 2024 è sul mercato un jersey singolo per l’industria della moda, una miscela 50/50 con cotone biologico certificato GOTS. All’Heimtextil 2025, oltre al piumino di Sanders-Kauffmann, il partner Feroze 1888 Mill ha presentato una nuova collezione di asciugamani in fibre d’ananas. Il brand di moda sostenibile Hessnatur ha lanciato la prima T-shirt, mentre alcuni marchi di moda consapevole stanno per introdurre il denim d’ananas.

Un elemento che rende le fibre ancora più interessanti è stata la conferma ufficiale, arrivata nell’aprile 2025, che la fibra d’ananas possiede le migliori proprietà antimicrobiche e deodoranti tra tutte le fibre naturali. “C’è un grande interesse e noi possiamo consegnare”, afferma con ottimismo Khan. “Tutto questo rappresenta una solida base per l’ottimismo”.

Il progetto Re-Root-Tex dimostra come l’innovazione tessile possa nascere dall’incontro tra tradizione artigianale, ricerca accademica e visione imprenditoriale. Trasformare uno scarto agricolo in un materiale tessile di alta qualità non solo risolve un problema ambientale, ma crea anche opportunità economiche per le comunità agricole. In un’industria tessile alle prese con sfide multiple – dai costi crescenti delle materie prime alla necessità di ridurre l’impatto ambientale – soluzioni come questa mostrano che sostenibilità e redditività possono andare di pari passo.

Il piumino d’ananas non è solo un prodotto: è la prova tangibile che il futuro del tessile può crescere letteralmente dai campi, recuperando ciò che prima consideravamo solo uno scarto.

Fonte: https://texpertisenetwork.messefrankfurt.com/frankfurt/en/news-stories/stories/how-the-pineapple-gets-into-the-quilt.html

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