Versailles ritrova la sua seta: la camera del Re torna al 1789 grazie a un’antica manifattura lionese

Quarant’anni di lavoro, archivi storici settecenteschi e telai azionati a mano: così Tassinari & Chatel ha riportato in vita il tessuto più prezioso del castello.


C’è un tipo di restauro che non si misura in mesi, ma in decenni. È quello che ha riguardato la camera dell’appartamento interiore del Re al castello di Versailles, restituita oggi al suo aspetto del 1789, l’ultimo anno in cui Luigi XVI la abitò. Al centro di questo cantiere straordinario — per complessità tecnica, per durata e per valore storico — c’è una manifattura di seta fondata a Lione nel 1680: Tassinari & Chatel, oggi parte del gruppo Maison Lelièvre, uno dei grandi custodi del patrimonio tessile francese.

La sfida era ricreare il celebre gros de Tours broché, il sontuoso tessuto consegnato a Versailles nel 1785 dal tessitore lionese Camille Pernon. Un’etoffe di rara complessità, intessuta con sete multicolori e fili d’oro, che per secoli aveva rivestito le pareti della camera reale prima di deteriorarsi irreversibilmente.


Un puzzle di trenta colori e fili metallici

Per ricostruire quel tessuto, Tassinari & Chatel ha dovuto innanzitutto fare un lavoro da archivisti. I tecnici si sono immersi nei fondi storici del Garde-Meuble — l’istituzione reale che conservava i documenti di tutte le forniture alla Corona — e nelle riedizioni realizzate agli inizi del Novecento, esse stesse già fedeli all’originale. Il risultato di questa ricerca è stato il punto di partenza per riportare in vita un motivo floral che mobilita fino a una trentina di colori, arricchiti da fili metallici intrecciati con una precisione millimetrica.

Il lavoro vero e proprio è iniziato negli anni Ottanta e ha richiesto una pazienza difficilmente immaginabile: realizzato su telaio a mano, il tessuto avanza di soli dieci centimetri al giorno. Sono state necessarie due grandi campagne di tessitura — tra il 1983 e il 1989, poi tra il 2008 e il 2012 — per rivestire l’intero decor della camera.


Quando il telaio meccanico incontra l’Ancien Régime

Negli anni Dieci del Duemila, la ripresa del progetto ha portato a una scelta non scontata: adattare una parte della produzione ai telai meccanici. Una decisione che ha imposto una reinterpretazione del disegno originale, per preservare la ricchezza visiva del motivo pur dentro i vincoli tecnici della produzione meccanizzata. Non una semplificazione, ma una traduzione — il tipo di compromesso sapiente che solo una manifattura con tre secoli di storia sa gestire senza tradire l’originale.

Il risultato finale è la dimostrazione concreta di quanto sia complesso — e affascinante — il retissage delle stoffe dell’Ancien Régime: un esercizio in cui sapere storico, memoria tecnica e innovazione devono procedere di pari passo.


Una storia lunga più di tre secoli

Tassinari & Chatel è oggi una delle anime di Maison Lelièvre, casa fondata nel 1914 e arrivata nel 2024 a essere la 95ª Maison de Luxe del Comité Colbert. Quattro generazioni di famiglia, due atelier di tessitura nella regione di Lione, e un archivio storico di tale ricchezza da aver attirato un numero record di visitatori per la mostra Soieries impériales pour Versailles al Grand Trianon nel 2024.

La camera del Re, oggi, parla di tutto questo. Ogni centimetro di seta riflette decenni di ricerca, artigianalità e dedizione — e ricorda che certi patrimoni non si tramandano per decreto, ma si ricreano, filo dopo filo, con le mani.


Il castello di Versailles si trova a circa 20 km da Parigi ed è visitabile tutto l’anno. La camera dell’appartamento interiore del Re è parte del percorso dedicato agli appartamenti privati di Luigi XVI.

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