La nascita della Moka: l’icona dell’ingegno Made in Italy

Poche invenzioni domestiche sono riuscite a plasmare i riti quotidiani come la caffettiera Moka. Nata negli anni ’30, è l’esempio perfetto di come l’osservazione della vita di tutti i giorni possa generare un’icona del design.

L’intuizione della “lavatrice”

Nel 1933, Alfonso Bialetti, di ritorno da un’esperienza nel settore della fusione dell’alluminio in Francia, osservava la moglie fare il bucato nel lavatoio di casa. All’epoca si usava la lisciveuse, una grande caldaia munita di un tubo centrale: l’acqua in bollitura saliva lungo il tubo trascinando il sapone per poi ricadere sui panni.

Bialetti intuì che lo stesso principio fisico poteva essere applicato all’estrazione del caffè: l’acqua bollente sotto pressione sale attraverso la polvere di caffè e si raccoglie nel bricco superiore.

Il metallo del futuro e l’Omino coi Baffi

Per la sua creazione, Bialetti sceglie l’alluminio, il materiale simbolo del modernismo e del design industriale italiano degli anni ’30. La caratteristica forma ottagonale non è solo un dettaglio estetico, ma risponde all’esigenza ergonomica di facilitare la presa della mano.

Il vero boom commerciale arriverà però nel dopoguerra con il figlio Renato e l’invenzione, nel 1953, del celebre “Omino coi baffi” disegnato da Paul Campani: una caricatura dello stesso Renato Bialetti con il dito alzato per ordinare un espresso.

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