I tegami con rivestimento antiaderente sono ormai indispensabili in ogni cucina, professionale o domestica. Tuttavia, abitudini sbagliate rischiano di rovinare il rivestimento prima del tempo. Ecco le 5 regole d’oro per farle durare anni.
1. Usare utensili in metallo
Forchette, fruste o palette in acciaio sono il nemico numero uno dell’antiaderente. I graffi alla superficie non solo riducono la capacità del cibo di staccarsi, ma compromettono l’integrità del rivestimento.
- La soluzione: Scegliere esclusivamente utensili in silicone termoresistente, nylon o legno.
2. Scaldare la padella vuota (Preriscaldamento eccessivo)
Sottoporre la padella vuota a una fonte di calore elevata provoca uno shock termico che degrada rapidamente i polimeri dell’antiaderente, oltre ad essere un potenziale rischio per la sicurezza domestica.
- La soluzione: Scaldare il tegame per pochi secondi prima di aggiungere il cibo, oppure versare un leggero velo d’olio a freddo prima di accendere il fuoco.
3. Shock termico in fase di lavaggio
Mettere una padella ancora rovente direttamente sotto il getto dell’acqua fredda del lavello è una delle cause principali della deformazione del fondo (specie se in alluminio). Inoltre, questo sbalzo termico improvviso scolla il rivestimento.
- La soluzione: Lasciar raffreddare completamente il tegame prima di lavarlo.
4. Lavaggio frequente in lavastoviglie
Anche se molte padelle riportano la dicitura “lavabile in lavastoviglie”, i detergenti aggressivi e le alte temperature di lavaggio tendono a seccare e opacizzare la superficie antiaderente, consumandola precocemente.
- La soluzione: Lavare a mano con acqua tiepida, una spugna morbida (mai pagliette o spugne abrasive) e un sapone neutro delicato.
5. Impilarle male nella dispensa
Gettare le padelle una sopra l’altra all’interno dei mobili provoca uno sfregamento continuo tra il fondo rigido di un tegame e l’antiaderente di quello sottostante.
- La soluzione: Utilizzare i salvapadella in feltro o silicone, oppure riporle appendendole.

