Oggi lo diamo per scontato, ma l’apribottiglie ha una storia relativamente recente, legata a doppio filo a un’altra grande invenzione industriale: il tappo a corona.
La svolta del 1892
Prima della fine dell’Ottocento, le bottiglie venivano sigillate prevalentemente con tappi in sughero. Nel 1892, l’inventore americano William Painter brevettò il tappo a corona (Crown Cork), una rivoluzione che permise di sigillare efficacemente le bevande gassate evitando perdite di pressione.
Tuttavia, c’era un problema: le bottiglie erano diventate ermetiche e quasi impossibili da aprire a mano. Lo stesso Painter fu costretto a inventare un nuovo strumento. Nacquero così i primi levatappi in metallo, inizialmente chiamati “Capped Bottle Opener”.
Dalla funzionalità al compasso d’oro
Nel corso del Novecento, l’apribottiglie si è evoluto abbandonando la veste di mero strumento da lavoro per diventare un vero campo di prova per i più grandi designer internazionali:
- Il cavatappi a leva doppia: Sviluppato e perfezionato agli inizi del XX secolo, è diventato il classico modello a figura umana con “braccia” mobili.
- L’icona Alessi: Nel 1994, il designer Alessandro Mendini firma per Alessi il celebre cavatappi Anna G., trasformando un semplice strumento meccanico in un oggetto antropomorfo dal carattere ironico e inconfondibile.
Pillola per il punto vendita
Raccontare la storia di un oggetto di design non è solo intrattenimento: trasforma un acquisto d’impulso o una scelta da lista nozze in una vendita a valore aggiunto.

