“Gli oggetti ci fanno compagnia” intervista a Serena Confalonieri

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Il design emozionale ed esperienziale degli oggetti. Intervista a Serena Confalonieri.
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Il percorso di Serena Confalonieri spazia dal product al graphic e textile design, portandola a collaborare con molti marchi
prestigiosi tra cui Altreforme, Arzberg, Carpet Edition, cc-tapis, Coin Casa, Azimuth Yachts, Karpeta, Kriskadecor, Malìparmi,
Nodus, Porro, Sambonet, Swatch.

Gli oggetti devono fare compagnia. È questa osservazione di Achille Castiglioni a guidare il percorso progettuale di Serena Confalonieri. «Ho un approccio molto grafico su tutti i fronti della progettazione - ci spiega -. Lavoro sugli equilibri delle forme, i pesi e le direttrici anche negli oggetti tridimensionali, uso sempre forme molto semplici, quasi archetipiche, dei segni evocativi». Simili a quelli che caratterizzano la collezione Kyma realizzata per Sambonet che testimonia l’interesse per un universo pervaso, oggi, da importanti cambiamenti: «È vero che oggi il fast e il food to go sono molto diffusi ma fortunatamente questa velocità nel consumo di cibo è bilanciata da un elogio della lentezza, dell’homemade, della qualità rispetto alla quantità.

Credo che chi abbia avuto la fortuna di crescere con una tavola ben apparecchiata faccia fatica a perdere quest’abitudine: anche quando si ordina il cibo in take out rimane normale apparecchiare, magari con qualche eccezione, ma in generale ritengo che i rituali del cibo (almeno in Italia) difficilmente andranno persi. L’abbiamo visto in questo periodo di lockdown: la preparazione del cibo e la cura dell’ambiente domestico sono stati i capisaldi imprescindibili». Ma a proposito di lockdown come lo ha affrontato Serena Confalonieri? «Sto lavorando agli interni di un piccolo ristorante e al progetto grafico di un’azienda che lavora con tessuti sostenibili: due progetti ‘inusuali’, essendomi occupata, negli ultimi anni, principalmente di prodotto. Sono esperienze appaganti tanto che vorrei dedicarmi sempre di più all’allestimento e all’interior: a mio avviso la produzione industriale dovrà cambiare molte dinamiche per non rimanere fuori dai giochi, sia in termini quantitativi, che qualitativi.

Sempre più si parla di design ‘emozionale’ ed ‘esperienziale’ quindi il futuro porrà sicuramente l’accento su oggetti dal forte aspetto evocativo e su spazi fruibili in modi nuovi e unici». E anche il complemento tessile farà la sua parte: «Certo! Un tessuto può cambiare completamente il mood di un arredo e di tutta la stanza: anche il divano più sobrio diventa un’esplosione se rivestito di un tessuto con un macro pattern e una stanza bianca si accende subito con un tappeto coloratissimo».

 

 

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