Ceramica: la produzione artigianale è la tecnica più sostenibile

È quanto emerge da un recente studio comparativo sull’impatto ambientale della produzione di stoviglie in ceramica, utilizzando il metodo della Valutazione del Ciclo di Vita (LCA).

Nell’era della sostenibilità, l’industria ceramica si trova al bivio tra tradizione e innovazione, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale associato alla produzione. Uno studio, pubblicato su MDPI (un editore pionieristico nell’ambito dell’open access accademico con sede a Basilea, in Svizzera) utilizza la metodologia della Valutazione del Ciclo di Vita (LCA) per analizzare e confrontare l’impatto ambientale di cinque diversi scenari di produzione di stoviglie in ceramica. Questo approccio offre una panoramica completa dei costi ambientali associati a ogni fase del ciclo di vita del prodotto, dalla raccolta delle materie prime alla produzione, uso e smaltimento finale.

Il primo scenario analizzato è la produzione in fabbrica automatizzata, caratterizzata da alti volumi di produzione e un uso intensivo di energia e risorse. Questo approccio, sebbene efficiente dal punto di vista della produzione, presenta un impatto ambientale significativamente alto a causa del consumo energetico e delle emissioni di gas serra.

Il secondo scenario esamina il colaggio a pressione, un metodo che, pur offrendo vantaggi in termini di uniformità e qualità del prodotto, comporta un uso elevato di acqua e energia, incidendo negativamente sull’impronta ecologica del processo produttivo.

Il terzo scenario valutato è l’utilizzo del tornio da ceramista, una tecnica artigianale che si distingue per il suo basso impatto ambientale. La produzione su piccola scala, la minor quantità di energia consumata e l’approccio più sostenibile nel trattamento delle materie prime fanno di questa tecnica una delle opzioni più ecocompatibili tra quelle analizzate.

Il quarto scenario si concentra su una tecnica sperimentale di formazione ad alta energia, esplorando nuove frontiere nella produzione ceramica con l’obiettivo di ottimizzare l’efficienza energetica. Questo metodo promette di ridurre l’impatto ambientale attraverso l’innovazione tecnologica, sebbene la sua applicabilità su larga scala necessiti di ulteriori studi.

L’ultimo scenario investiga la ricostruzione sperimentale di tecniche di produzione antiche, offrendo uno sguardo sul passato per ispirare pratiche produttive più sostenibili. Questo approccio valorizza la tradizione e la manualità, enfatizzando come metodi produttivi storici possano essere reintegrati in un contesto moderno per minimizzare l’impatto ambientale.

Lo studio conclude evidenziando come la scelta del metodo di produzione influenzi significativamente l’impronta ecologica delle stoviglie in ceramica. La produzione artigianale, rappresentata dall’uso del tornio da ceramista, emerge come la strategia più sostenibile, sottolineando l’importanza di riconsiderare le pratiche tradizionali in chiave moderna. Questi risultati invitano i produttori a riflettere sulle proprie metodologie di produzione e suggeriscono ai consumatori di valutare l’impatto ambientale dei prodotti ceramici al momento dell’acquisto.

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