Teflon™. Le qualità dell’antiaderente

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Scoperto quasi casualmente in un laboratorio chimico nel 1938 e poi prodotto e commercializzato dalla Dupont con il marchio Teflon™ il PFTE agli inizi degli anni 60 arriva anche nel mondo degli strumenti di cottura rivoluzionando le modalità del cucinare.

Con Wilbert Broeksmit, Global Marketing Manager Teflon™ branded coatings Fluoroproducts, analizziamo quali sono i plus che questo materiale è in grado di offrire e come sia possibile valutarne il livello qualitativo.

“Il vantaggio più evidente che uno strumento con rivestimento antiaderente può offrire è la possibilità di cucinare pietanze senza porsi il problema che il cibo si attacchi alla padella. Inoltre si cucina con meno olio e grassi o addirittura senza, rendendo così l’alimentazione sana.

Una pentola antiaderente dura fino a quando il rivestimento antiaderente risponde al suo scopo, così che, migliori sono le prestazioni del sistema impiegato, più a lungo la pentola può essere utilizzata.

Il miglior metodo per indicare la qualità di un rivestimento antiaderente sarebbe quindi quello di segnalare il numero di cicli, ovvero di volte, che il consumatore può compiere le azioni di cucinare, pulire (anche in lavastoviglie), e strofinare una pentola dotata di quel determinato antiaderente. L’indicazione di più cicli definisce la miglior qualità del rivestimento antiaderente.

A questo scopo, Teflon™ ha messo a punto un indicatore chiamato “Ciclo di Cottura”, ovvero un numero che è la risultante di un mix di diversi test meccanici. Se il retailer utilizzasse questo strumento, il consumatore avrebbe un elemento chiaro e comprensibile di giudizio per valutare ciò che sta comprando. E il prezzo non sarebbe più la chiave primaria per l’acquisto”.

A livello di percorsi di innovazione quali le direzioni che sta intraprendendo la ricerca in questo ambito?

“Ci sono alcuni fattori chiave che oggi guidano la ricerca e l’innovazione. Il primo è sicuramente la longevità degli strumenti di cottura rivestiti. Tutti noi ricerchiamo sistemi indistruttibili, che durino per sempre e che abbiano prestazioni eccellenti per tutta la loro vita.

Il secondo fattore è scoprire una caratteristica esclusiva che determini la categoria dei sistemi antiaderenti per avere una gamma di strumenti di cottura che si differenzi dagli altri. Pensiamo, ad esempio, a sistemi antiaderenti che cambiano colore in relazione al raggiungimento di determinate temperature. Un altro importante aspetto è la sostenibilità. Grandi passi sono stati fin qui fatti. Si pensi, ad esempio, alla nostra nuova ed esclusiva tecnologia per produrre PTFE senza tensioattivi fluorinati”.

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