Zone rosse. Nuovo lockdown per i negozi. Ecco i commenti

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Ancora commenti e reazioni a caldo per il nuovo lockdown che ha investito i negozi casa delle Zone rosse.
A parlare questa volta un’azienda  Barazzoni e un punto vendita della Calabria.

“Così si uccide il settore dei casalinghi senza sconfiggere il virus!
Chiudere i negozi di casalinghi che non hanno una pedonabilità tale da creare ressa o pericolo e lasciare aperte molte altre categorie merceologiche senza una chiara logica e strategia appare una azione punitiva nei confronti del settore, non certo di tutela dei cittadini.
Io non sono negazionista né seguo logiche politiche.
Il problema esiste ma anziché chiudere solo alcune categorie di negozi, andava affrontato facendo azioni logiche quando ancora c’era tempo.
Chi, come nel nostro settore, lavora sei giorni la settimana, dieci ore al giorno per campare e si trova a dover chiudere sapendo che negozi di alimentari, giocattoli, ferramenta, brico, sport, biciclette, parrucchieri, edicole, libri e naturalmente le vendite su internet vanno avanti come se nulla fosse, si sente preso in giro. Queste decisioni rappresentano un duro colpo anche a tutta la filiera, oltre che ai negozi alle Aziende che per loro producono. L’Italia ha bisogno di scelte razionali e non emotive, specialmente in un momento delicato come questo. Va certamente tutelata la salute ma con logica e criterio e senza dimenticare l’articolo 1 della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Andrea Barazzoni_Barazzoni

“Cara direttrice cosa penso?
Penso sia molto ridicolo e con  poco senso questo lockdown “light”, abbiamo fatto sacrifici per 3 mesi, 3 mesi di inattività senza dire una parola, in 3 mesi potevano tranquillamente stabilire come reagire alla seconda ondata. La cosa più semplice non può essere chiudere l’attività e portare al collasso l’economia del nostro Paese, abbiamo già sofferto abbastanza e rialzare le serrande non è stato semplice, però lo abbiamo fatto! Le restrizioni attuali io personalmente non le condivido, perché si doveva optare per 2 scelte o chiusura TOTALE e lasciare aperte solo le attività di prima necessità (farmacie, alimentari, tabacchi e i servizi di gasolio) OPPURE lasciare aperte tutte le attività e aumentare le restrizioni e i controlli. Però per noi che rientriamo nella zona rossa, e non per il numero dei contagi ma per la scarsa sanità, mi sembra alquanto RIDICOLO lasciare aperti (con tutto rispetto per quesle attività) fiorai, parrucchieri, abbigliamento bambini, librerie e saloni.
E concessionari di automobili.
Hanno imposto l’autocertificazione, ma con tutte queste attività aperte quali sono realmente legate a beni di prima necessità?
Se impongono di uscire (nelle zone rosse) soltanto per acquisti di beni di prima necessità, abbiamo necessità di andare a tagliare i capelli? Oppure di andare a comprare dei fiori? O forse a firmare un contratto per un auto nuova?
Ribadisco, il tutto è RIDICOLO.
Concludo che noi eravamo in preparazione  delle vendite natalizie ci è arrivata TUTTA LA MERCE che ci toccherà pagare (naturalmente) ed ora abbiamo una chiusura per 15 giorni SICURI se non fino ai principi di dicembre.
Purtroppo questo è, non possiamo fare molto siamo molto delusi perché  io capisco la tutela della nostra salute ma dobbiamo dare uno sguardo all’economia del Paese. Ci impongono la chiusura ma non vediamo aiuti da parte dello stato, ripeto mi dispiace davvero molto. Sappiamo bene tutti che noi Retailer aspettiamo questo periodo dell’anno per la magia del Natale ma soprattutto perché è uno dei periodi più propizi per le vendite, e questa chiusura IN QUESTO MOMENTO non è tollerabile”. Giuseppe Gallo_ Cose di Casa F.lli Gallo. San Giovanni in Fiore, Cosenza.

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