Sperimentare con il tessile_Intervista a Elena Salmistraro

Quale il ruolo che l’elemento tessile gioca nelle scelte progettuali e stilistiche degli interni?
Credo che l’elemento tessile vada oltre qualsiasi tipo di scelta stilistica, questo perché il tessuto così come tutti i materiali di rivestimento rappresenta la pelle, l’abito dell’oggetto o della casa stessa. È l’elemento che condiziona il loro aspetto, il loro carattere, il loro modo di presentarsi. Scegliere un rivestimento, un tessuto, è un po’ come decidere quale abito indossare, molto dipende da cosa si vuole comunicare, esprimere, raccontare. Esistono tessuti sobri, asettici, essenziali, cosi come tessuti caldi, esuberanti, vitali ed ognuno può essere utilizzato come il colore per l’artista, attribuendogli la giusta importanza e quindi gestendone attentamente pesi, bilanciamenti e caratteristiche.

Come è avvenuta la tua conoscenza del mondo tessile, attraverso quali canali?
Subito dopo il liceo ho studiato fashion design al Politecnico di Milano, prima di riiniziare tutto da capo e dedicarmi al product design. Quindi il tessuto e la sua progettazione fanno parte del mio background culturale, è un elemento che conosco bene e che mi diverte molto gestire. Proprio quest’anno ad esempio avrò il piacere di tenere un master proprio in textile design all’istituto Marangoni di Milano, e sono molto curiosa di capire in che modo si evolveranno i progetti.

Che tipo di progetti ha realizzato in questo ambito?
Sono svariati e diversi tra loro, anche perché ho avuto la possibilità di confrontami con questo tipo di progettazione sia dal punto di vista della moda, disegnando ad esempio l’ultima collezione art.365 di Marella, come nel design di prodotto, dove con Natuzzi ho disegnato oltre al sofà anche il tessuto che lo riveste. Sono state due esperienze molto simili ma estremamente differenti tra loro, perché mentre nel progetto moda, l’obiettivo era quello di esaltare e mettere in risalto le forme, sia degli abiti che del corpo, nell’ambito del design la priorità era rivolta oltre che all’aspetto comunicativo anche alle caratteristiche tecniche del tessuto stesso.

Parte della collezione 2021/2022 “The Circle Of Harmony – Live the Transition” prodotta da Natuzzi, Poseidonia è una collezione ricca di racconti, sensazioni e visioni, che dichiara fin dal nome, il proprio legame con il mare. È nel Mar Mediterraneo
che incornicia la Puglia che l’estetica giocosa della collezione, composta da divano, poltrona e pouf, trova il suo fil rouge. A impreziosire le forme degli imbottiti, il tessuto ideato da Elena Salmistraro insieme a Byborre, lo studio di texile innovation
olandese diventato un punto di riferimento nello sviluppo di tessili sostenibili. Un filato 3D™ unico al mondo, lavorato a maglia con una miscela delle lane più pregiate e di PES riciclato.

Quali sono le principali tendenze in atto nel mondo tessile?
Oggi il tessuto, come tutti i materiali, sta vivendo un processo di mutazione e di adattamento alle richieste della produzione e del pianeta. La ricerca sta facendo passi da gigante soprattutto per quel che riguarda la sostenibilità dell’intero processo e del tipo di materia prima utilizzata. Oggi molti tessuti hanno basi naturali completamente ecofriendly, molti altri invece nascono da prodotti di scarto, come ad esempio le plastiche. Se dovessi definire l’ultima tendenza con una parola direi sicuramente sperimentazione. Nel suo lavoro, arte e design vanno spesso di pari passo.

Il mondo del tessile le consente quelle possibilità espressive che lei mette in atto in altri ambiti progettuali?
Assolutamente sì. Quello che cerco di fare con il mio lavoro è proprio valicare quei confini virtuali, a mio parere sottilissimi, che costringono le varie discipline ad un manierismo spesso insensato. Il tessile ha dalla sua parte una versatilità unica, che permette, a chi come me ha la necessità ed il piacere di raccontarlo e progettarlo, di spaziare andando oltre, superando lo status quo, sperimentando.

A proposito del tessile, c’è qualcosa che non le ho chiesto e che vorrebbe invece sottolineare?
Sì e cioè che il termine tessile non si riduce semplicemente a tessuti stampati, ma esiste un mondo, fatto anche di merletti, pizzi, e lavorazioni uniche ed artigianali su cui l’Italia può vantare una solida e robusta conoscenza.

Chi è Elena Salmistraro?
Dopo essersi laureata in Design presso il Politecnico di Milano, nel 2009 apre il proprio studio professionale – sempre a Milano, insieme all’architetto Angelo Stoli – in cui si dedica al disegno di prodotto e al progetto architettonico. Dotata di un tratto stilistico altamente riconoscibile, Elena Salmistraro è interessata allo sviluppo di un lavoro di ricerca che si colloca a cavallo tra illustrazione, design e arti visive, mediante il quale intende codificare un linguaggio espressivo connotato da una forte estroversione e desideroso di stimolare emozione. I suoi progetti sono stati selezionati per partecipare a importanti eventi; tra cui la mostra itinerante The New Italian Design, la collettiva The New Aesthetic Design – presso la Biennale di Shanghai 2013 – e la Gwangju Biennale – in Sud Corea, nel 2015. Nel biennio 2017-2018 è stata nominata Ambasciatore del Design Italiano nel Mondo, in occasione della giornata mondiale dedicata al design italiano Italian Design Day, iniziativa promossa dalla Triennale di Milano in collaborazione con il Ministero Degli Affari Esteri e il Ministero Dei Beni e Delle Attività Culturali. Nel 2017 vince il premio Salone del Mobile Milano Award come “Miglior designer esordiente”. Collabora come designer e artista per diverse aziende, tra le quali Apple, Disney, Vitra, Lavazza, Alessi, Bosa, De Castelli, Cc-Tapis.

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