Compactor. Lo storage che fa tendenza

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Giulio Epicureo

Compactor: cosa c’è dietro a questo brand? Quali idee, quali concetti, quale storia? Giulio Epicureo: Sin dai miei 18 anni ho sempre viaggiato: l’Asia, le Americhe… Decisi così di fare del viaggiare il mio lavoro, o meglio, di crearmi un lavoro per cui poter viaggiare. L’azienda che ho creato si chiama C.I.E. (Commerciale Import Export) perché nacque con l’obiettivo di cercare prodotti e gadget speciali per i grandi cataloghi di vendita per corrispondenza che venivano realizzati nel nord della Francia e in particolare modo a Lille.

Molti fornitori erano in Italia, ma anche negli Usa, e qui si visitavano le fiere alla ricerca delle grandi idee. E negli anni 90, proprio negli States, nasceva il concetto di storage. Così, dopo gli scioperi delle poste francesi e la crisi della vendita per corrispondenza, abbiamo convertito la nostra azienda e abbiamo cominciato a proporre prodotti dedicati allo storage e alla decorazione, ma sempre con spunti originali e di tendenza. Ancora oggi, questo spirito di ricerca, innovazione e avventura si ritrova nella nostra azienda che nel frattempo è diventata un importante produttore e non solo un distributore. Sempre avendo al centro il consumatore che nel frattempo si è evoluto ed è sempre più esigente verso il nostro marchio.

Lo storage è un tema di grande interesse legato ai lifestyle contemporanei come è possibile fare innovazione in questo ambito? Giulio Epicureo: Sin dagli anno 80 si è capito che lo spazio sarebbe diventato una risorsa limitata, gli appartamenti diventano sempre più piccoli, le persone sono sempre più in movimento e la casa diventa un work in progress.

 

In questo scenario, non possiamo più solo parlare di ricerca di nuove soluzioni storage ma anche di proposte salvaspazio. E così è nata la nostra più grande innovazione: integrare i due prodotti best-seller, la custodia porta trapunta con il sacco salvaspazio.

Lo chiamammo Compactor e da allora ne sono stati venduti alcuni milioni di pezzi al punto che oggi il marchio Compactor identifica tutto il nostro catalogo. Non solo, in questi anni ci stiamo spingendo sempre più alla ricerca di soluzioni innovative, partendo dall’analisi del panorama sociale che vede il delinearsi di sempre più nuclei single e quindi la necessità di rendere il riordinare un gesto semplice, rapido ma sempre piacevole. Compattiamo l’inutile per lasciare spazio all’utile e al nuovo.

Compactor è il vostro prodotto di punta, quali i plus? Giulio Epicureo: Da sempre crediamo che la qualità e la funzionalità del nostro prodotto siano essenziale per il suo successo. Vendiamo oltre 3 milioni di confezioni di sacchi salvaspazio all’anno e pensiamo così di aver centrato l’obiettivo. Per essere competitivi mantenendo un alto livello di qualità abbiamo investito in un brevetto che ci ha permesso un’industrializzazione del prodotto efficace. Inoltre, abbiamo integrato la produzione nella nostra fabbrica di Madrid, robotizzata che utilizza impianti italiani: questo ci permette di avere uno standard qualitativo eccellente.

Siamo poi sempre attenti alle tendenze e aggiorniamo il design ogni anno, siamo in grado di soddisfare in modo rapido le consegne anche promozionali. I sacchi salvaspazio con custodia integrata permettono non solo di risparmiare fino al 75% di spazio, ma anche di mantenere gli armadi in ordine ed eleganti. Possiamo utilizzarli anche in viaggio, per ottimizzare i bagagli. Sono utili durante i traslochi. Infine, stiamo preparando nuovi e sorprendenti utilizzi per l’anno prossimo che ci renderanno ancor più all’avanguardia.

Carlo Zerbi

Perché secondo voi una proposta come quella di C.I.E. può realmente contribuire a qualificare l’immagine dei punti vendita e a renderla più attrattiva? Carlo Zerbi: Il consumatore ha sempre bisogno di novità: Compactor è ancor oggi un prodotto tutto da scoprire sebbene tecnicamente maturo. La sua dimostrazione è altamente suggestiva, sorprendente, è così spettacolare che il cliente si sente totalmente coinvolto e incuriosito. Queste sensazioni continuano anche a casa, ogni qualvolta si utilizza il sacco aprendolo o comprimendolo.

Per raccontare tutto questo nei punti vendita abbiamo messo a disposizione dei retailer display in vari formati, sempre accompagnati da monitor con filmati esplicativi e molto ben realizzati. Ogni anno proponiamo nuove grafiche seguendo le ultime tendenze e riusciamo così ad essere sempre aggiornati nel design.

Pensa che quello italiano possa essere un mercato particolarmente sensibile alla vostra proposta? Come intendete approcciarlo? Carlo Zerbi: Certamente crediamo molto nelle potenzialità del mercato italiano al punto che dal 2011 abbiamo creato una filiale diretta a Milano per poter essere sempre più a contatto con i clienti e imparare a conoscerli. L’habitat non è uniforme tra nord, centro e sud, ma proprio la nostra presenza sul territorio ci ha permesso in questi anni di adattare il nostro catalogo alle richieste di mercato: oggi possiamo dire di essere veramente un’azienda con dna italiano e con un catalogo in grado di sorprendere e al tempo stesso accontentare le varie possibili richieste.

Abbiamo iniziato la nostra avventura in Italia dalle centrali delle insegne francesi perché, chiaramente, cercavamo di fornire loro lo stesso servizio che diamo in Francia; oggi siamo totalmente aperti a trecentosessanta gradi verso tutte quelle realtà che vogliono un marchio relativamente nuovo, con prodotti innovativi in grado di differenziarsi per qualità, stile e presentazione dalle offerte di mass market a cui siamo abituati.

compactor_1Abbiamo un magazzino italiano con tutti i prodotti best-seller e le referenze più inerenti al mercato, possiamo consegnare molto rapidamente su tutto il territorio, offrire soluzioni di packaging e merchandising per soddisfare le richieste dei nostri clienti, garantire la consegna sui vari canali, dalle piattaforme logistiche fino al dropshipping. Siamo, insomma, pronti per tutte le sfide future.

 

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