Fiac rielegge Barazzoni presidente

La tavola italiana intorno allo stesso tavolo.

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La conferma è arrivata all’unanimità dall’assemblea dell’associazione: Andrea Barazzoni è stato rieletto predisidente di Fiac, Fabbricanti italiani articoli casalinghi. Un settore in cui operano 3.895  addetti e che fattura 865 milioni di euro di manufatti, divisi in 6 categorie merceologiche: posateria; coltelleria; pentolame; vasellame; caffettiere; articoli da regalo per la casa. Con una quota dell’export del 66%.

«Ringrazio tutti i soci per la fiducia accordatami, è mio preciso intento portare avanti gli interessi e le esigenze del settore – dichiara Barazzoni -. Nei prossimi due anni l’obbiettivo primario sarà l’allargamento della base associativa, così da dare alla nostra Associazione maggiore forza e peso. Avere obiettivi comuni è fondamentale se si vuole da una parte far fronte alla concorrenza sleale, sempre più dilagante soprattutto dall’Est, e dall’altra dialogare con le Istituzioni che scrivono le norme del nostro prodotto, e assicurano i necessari controlli a difesa della salute del consumatore. Già in passato abbiamo lavorato per i regolamenti sul tema antiaderente e sulle prove di migrazione, in particolare dei coltelli. Vogliamo creare un “sistema Italia” capace di esportare i propri valori, le proprie specificità e la propria qualità».

FIAC è composta dalle più importanti e rappresentative aziende del Made in Italy del settore. Al suo interno trova forza il concept del cibo italiano che sfida le cucine di tutto il mondo: la qualità, infatti, non dipende solo dalla materia prima ma anche dagli utensili di cottura. Le pentole e le padelle di ogni forma, materiale e rivestimento sono prodotte da aziende distribuite su tutto il territorio nazionale. La tavola italiana è arredata da bicchieri, piatti, posate che portano il marchio delle imprese italiane.

Del 66% del fatturato complessivo che il settore genera fuori dall’Italia, in prevalenza verso la UE28, il primo paese risulta essere la Germania che nel 2015 ha messo a segno un +24,9% totalizzando un quinto dell’intero export. Gli Stati Uniti, terzo Paese per l’export dei casalinghi, hanno vissuto un incremento del 37,8% tra 2014 e 2015.

Nel complesso il consuntivo 2015, ha mostrato un incremento dell‘1,3% nella richiesta di casalinghi italiani dall’estero. Gli investimenti nel settore destinati allo sviluppo del design e della tecnologia sono in costante aumento, pari a circa 10 milioni di euro.

 

 

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