Porcellane, cristalli, vetri e argenti come testimoni di un’arte senza tempo, frutto delle più raffinate tradizioni europee e italiane, oggi raccolte sotto l’insegna di Maino 1919 Luxury. Eredità di eccellenze artigiane che attraversano i secoli: Wedgwood, Waterford, Kosta Boda, Orrefors, Broggi 1818, Seguso Vetri d’Arte 1397

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L’architetto Ulderico Lepreri opera da 35 anni nel settore del retail del lusso: ha realizzato oltre 200 punti vendita di gioielleria, oggettistica e design. La sua visione complessiva degli spazi espositivi si armonizza con una profonda conoscenza storica delle manifatture. Oggi ci presenta il progetto Maino 1919 Luxury, una nuova piattaforma dedicata alle grandi manifatture internazionali per la quale, in veste di direttore artistico, ne ha curato l’estetica e la narrativa. ”Cinque parole sintetizzano lo spirito di questo progetto – dice Lepreri nella nostra breve intervista – : tradizione · innovazione · eleganza · artigianalità · prestigio.” Tutto ciò si può ammirare nelle foto di queste pagine dove ci sono meravigliosi pezzi delle più rinomate creazioni come Wedgwood, Orrefors, Kosta Boda, Waterford, Royal Limoges, Broggi e Seguso protagoniste di una lunga tradizione di eccellenza nel mondo dell’arte della tavola e dell’oggettistica.
Com’è nata l’idea?
L’idea di Maino 1919 Luxury nasce dal desiderio di riportare al centro dell’attenzione la bellezza della manifattura e il valore scenico dell’oggetto d’arte. Volevo creare un luogo capace di unire brand diversi per storia e provenienza, ma accomunati da una stessa tensione verso la perfezione manifatturiera. Ogni singola storia è diventata parte di una narrazione architettonica e visiva: Wedgwood e la sua classicità inglese; Orrefors e Kosta Boda con la trasparenza poetica del cristallo scandinavo; Waterford, cristallo irlandese che cattura la luce come una partitura musicale; Seguso, che rappresenta l’arte muranese dal 1397; Royal Limoges e Broggi, espressioni di due culture della tavola – francese e italiana – che si incontrano nel segno dell’eleganza. Il progetto ha dato vita a un teatro del lusso, dove luce, materia e gesto artigianale si fondono in un racconto unico, pensato per essere inserito nei migliori punti vendita italiani.
Pensa ci possa essere un ritorno alle tavole allestite con oggetti così ricercati per storia e manifattura?
Sì, credo che stia già accadendo. Dopo anni di minimalismo e omologazione, si avverte un nuovo desiderio di autenticità e di ritualità, la tavola torna a essere un luogo simbolico, un teatro domestico in cui la bellezza diventa linguaggio affettivo che coinvolge sinesteticamente tutti i sensi. Gli oggetti preziosi non sono più visti come simboli di ostentazione, ma come custodi di memoria: un piatto decorato a mano, un bicchiere in cristallo inciso, un candelabro d’argento tornano a rappresentare la cura, il tempo e la convivialità. Sono frammenti di cultura materiale che ci restituiscono il piacere del gesto lento, della forma che racconta una storia.
L’inserimento di questi prestigiosi marchi potrà essere un’occasione per rendere ancora più esclusivo il punto vendita, facendo registrare un aumento di utenti sensibili al bello?
Assolutamente sì. Maino 1919 Luxury trasforma il punto vendita in un luogo di esperienza, non solo di acquisto. Ogni esposizione diventa un piccolo palcoscenico, un racconto visivo in cui il cliente si riconosce e si emoziona: chi entra in uno spazio firmato Maino 1919 Luxury cerca un’emozione, un racconto, un’immersione plurisensoriale. Questi marchi parlano al cuore di chi considera il bello una forma di conoscenza. Offrire loro un contesto scenografico curato nei dettagli significa elevare l’intera esperienza percettiva e creare una nuova fidelizzazione, fondata sulla qualità e sul racconto. Il negozio diventa così un meeting point vivo della materia e della luce, capace di attrarre una clientela sensibile alla cultura estetica e al valore della tradizione.
In definitiva, quale visione ha voluto trasmettere con questo nuovo progetto?
Questo è un progetto che parla di rinascita: delle manifatture, dei gesti, della poesia che abita gli oggetti quotidiani. Il futuro del lusso non sarà nell’eccesso, ma nella consapevolezza: nel riconoscersi nel valore delle cose fatte bene, nel rispetto del tempo, nella luce che un oggetto emana anche in silenzio. È in questa armonia tra materia e spirito, tra progetto e tradizione, che l’arte della tavola torna a essere ciò che è sempre stata: il luogo più umano e luminoso della casa.
Wedgwood: l’eccellenza della porcellana inglese dal 1759
Fondata nel 1759 da Josiah Wedgwood, il “Padre della porcellana inglese”, la manifattura è da oltre due secoli simbolo di arte, innovazione e raffinatezza britannica. Con il suo spirito pionieristico, Josiah rivoluzionò la produzione della porcellana creando materiali divenuti iconici come il Jasperware, il Queen’s Ware e il Black Basalt, ancora oggi realizzati nello storico stabilimento di Barlaston, in Inghilterra. Scelta dalle famiglie reali di tutto il mondo e insignita del titolo di “Potter to Her Majesty”, Wedgwood ha adornato le tavole del Vaticano, del Cremlino e della Casa Bianca. Oggi, con oltre 260 anni di storia, continua a fondere artigianato e design in collezioni di porcellane dal fascino intramontabile, sinonimo di eleganza e stile britannico.
Kosta boda: il design artistico del vetro svedese
Fondata nel 1742, Kosta Boda è una delle più antiche vetrerie del mondo e un’icona del design scandinavo. Da oltre due secoli unisce artigianato, innovazione e arte nella creazione di oggetti che superano i confini tra funzione e bellezza. Nel cuore di Småland, i maestri vetrai dialogano con designer visionari per trasformare il vetro in luce, colore e forma. Con la Artist Collection, Kosta Boda esprime la sua più pura libertà creativa: opere, sculture e serie limitate firmate da Bertil Vallien, Kjell Engman, Anna Ehrner e Ulrica Hydman-Vallien, interpreti di un linguaggio che ha reso il marchio un’icona mondiale del vetro d’arte.
Orrefors: la magia del cristallo svedese
Dalle foreste di Småland, Orrefors racconta come ingredienti semplici – calce, sabbia e soda – possano trasformarsi in opere d’arte. Fondata nell’Ottocento come vetreria per contenitori, la manifattura trovò la sua vera identità all’inizio del Novecento grazie agli artisti Edward Hald e Simon Gate, che introdussero un nuovo linguaggio estetico fatto di incisioni, colore e forme pure. Le loro creazioni conquistarono il mondo all’Esposizione Universale di Parigi del 1925, decretando l’inizio del mito del vetro svedese. Oggi Orrefors continua a fondere innovazione e maestria artigianale in collezioni che racchiudono un secolo di savoir-faire, trasparenza e luce nordica, simbolo di un design scandinavo senza tempo.
Broggi: l’eccellenza italiana dell’argento
Fondata a Milano nel 1818 da Gaetano Broggi, erede di una famiglia di maestri argentieri, la manifattura è da oltre due secoli simbolo dell’eccellenza italiana nella lavorazione dei metalli preziosi. Le sue posate e oggetti d’arte orafa conquistarono già nell’Ottocento la Corte Reale di Torino, che nel 1872 le conferì il privilegio di esporre lo stemma reale come Fornitrice della Real Casa. Con lo spirito innovativo dei figli Carlo e Serafino, Broggi introdusse in Italia il procedimento galvanico e una speciale lega d’argento capace di unire lucentezza e resistenza. Oggi, come ieri, Broggi 1818 coniuga tradizione e tecnologia, offrendo collezioni che celebrano l’arte della tavola italiana: strumenti d’uso che sono, al tempo stesso, oggetti di bellezza.
Royal Limoges: la porcellana francese d’eccellenza
Fondata nel 1771, Royal Limoges è la più antica manifattura di porcellana francese ancora in attività. Nel cuore della città di Limoges, tramanda da oltre due secoli la maestria artigianale e la purezza delle sue paste e smalti, tuttora prodotti internamente. Dalla fine dell’Ottocento, la manifattura si è affermata come protagonista dello stile Art Déco, vincendo il Grand Prixall’Esposizione di Parigi del 1925 con la celebre forma “Apollon”, oggi “Nymphéa”. Le sue porcellane hanno impreziosito le tavole di grandi hotel, ristoranti stellati e maison del lusso nel mondo. Oggi, Royal Limoges continua a rappresentare l’eccellenza della tradizione francese: eleganza, savoir-faire e arte senza tempo.
Waterford: l’eccellenza del cristallo irlandese
Fondata nel 1783 dai fratelli George e William Penrose nella città portuale di Waterford, la manifattura nacque con l’ambizione di creare “il cristallo della più alta qualità per la tavola e per la casa”. Da allora, il nome Waterford è divenuto sinonimo di lusso, purezza e maestria artigianale. Nella House of Waterford, gli artigiani fondono competenze secolari con un design contemporaneo, dando vita a creazioni che uniscono tradizione e innovazione in un’eleganza senza tempo. Dalla leggendaria collezione Lismore, disegnata nel 1952 da Miroslav Havel, fino alle attuali linee di illuminazione, arredo e oggetti d’arte, Waterford celebra la luce, la materia e la bellezza naturale dell’Irlanda.
Seguso: l’anima di Murano
Da 23 generazioni, la famiglia Seguso custodisce a Murano l’arte millenaria del vetro, unendo saper fare e visione contemporanea. Fondata nel Cinquecento, Seguso Vetri d’Arte è oggi riconosciuta nel mondo come una delle più alte espressioni del vetro artistico italiano. Le sue opere – esposte nei più prestigiosi musei e residenze private – testimoniano un dialogo continuo tra tradizione, tecnica e innovazione. Nel corso della sua storia, la manifattura ha collaborato con architetti e maison internazionali, realizzando creazioni per il Vaticano e per famiglie reali. Oggi, con Pierpaolo e Gianandrea Seguso alla guida, continua a sperimentare nuove forme e linguaggi, mantenendo viva l’essenza autentica del vetro di Murano: luce, arte e poesia.

