Paolo Santangelo porta a Maison&Objet una ceramica dal segno riconoscibile, fatta di cerchi, colore e forme senza tempo. Un percorso che unisce moda, design e memoria personale, con la Puglia come fonte di ispirazione autentica per nuove collezioni pensate come sistemi da comporre e collezionare
Nell’edizione settembrina di Maison&Objet, nella nuova sezione dedicata al Craft, tra gli espositori che hanno attirato l’attenzione degli operatori professionali c’è Paolo Santangelo, giovane designer ceramista pugliese. Una partecipazione vissuta con entusiasmo sin dal primo istante: “Sono molto contento e onorato di essere stato invitato e di avere una posizione così centrale”, racconta. L’obiettivo? Portare a Parigi un’estetica italiana autentica e allo stesso tempo innovativa.
Santangelo descrive il proprio linguaggio formale come “senza tempo”, basato su forme pure, statuarie, sempre riconoscibili. L’elemento distintivo è il cerchio, una firma che ritorna nella produzione in modi diversi: micro e macro elementi, accostati per costruire un ritmo visivo che cerchi di trasmettere gioia allo spettatore.
“Il cerchio è sempre stato nella mia ricerca, fin dall’inizio”, spiega Santangelo. Un ruolo fondamentale è giocato anche dal colore: contrasti forti, tonalità acide o morbide ma sempre vivaci, capaci di accompagnare – dice il designer – “il movimento della testa, la curiosità di chi osserva”. Sono oggetti che vogliono avere carattere, personalità, presenza.

Dal mondo della moda alla ceramica
Il percorso professionale di Santangelo non nasce nelle botteghe, ma nella moda e nella comunicazione. Nato a Bari nel 1990, Santangelo è cresciuto circondato dai “colori e profumi della Puglia”, in un ambiente permeato di arte e cultura, che fin da bambino ha acceso in lui una sensibilità estetica e creativa.
Per anni ha lavorato come stylist e nella direzione creativa per servizi fotografici. Il design, però, è stato sempre “nel DNA”. Infatti, dopo il liceo si trasferisce a Milano, dove ottiene la laurea in Industrial Product Design presso la Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) e un Master in Comunicazione e Styling presso l’Istituto Europeo di Design (IED). Durante la pandemia arriva una svolta: “Avevo bisogno di energie nuove”, dice. È in quel momento che torna alla ceramica, una competenza appresa da bambino e poi accantonata. “La ceramica è diventata la mia compagna. Quando ho una visione devo tirarla fuori, regalarla al mondo”.
La formazione e l’esperienza professionale gli consentono di unire poetica e progettualità, emozione e approccio al mercato: “È cominciato come un gioco, ma poi ho ragionato su un prodotto bello e anche vendibile”. Il sistema di prodotto, infatti, nasce con un’idea chiara: invogliare l’acquirente a comporre, aggiungere, collezionare. Vasi più alti o più bassi, forme micro e macro che costruiscono paesaggi domestici. “È un po’come certe logiche delle grandi industrie: compri un pezzo e poi ne vuoi aggiungere altri”. E, infatti, ogni anno il designer introduce nuovi elementi per ampliare la famiglia di oggetti.

Le nuove ispirazioni: Marina di Ginosa e la memoria visiva
Per il 2025 Santangelo ha riportato al centro della sua ricerca il paese d’origine: Marina di Ginosa, in provincia di Taranto. Una Puglia meno stereotipata – non bianco, merletti e orecchiette – ma “dorata, caotica nella sua estetica urbana”. Nascono così le Marine, piccole barchette ceramiche, e un vaso ispirato all’airone, uccello dal becco lungo che popola le coste locali. C’è anche la Pagoda, omaggio a un locale anni ’70-’80 frequentato dalle generazioni passate: colori intensi, atmosfere di costume, racconti familiari che diventano oggetti. “Sono radici che mi appartengono, anche se non le ho vissute direttamente. Le ho respirate attraverso i racconti dei miei”.

