Made in Italy, un brand da pensare, produrre, tutelare e comunicare: Lorenzo Nasini

Lorenzo Nasini, marketing manager Sambonet Paderno Industrie

Il racconto del “produrre italiano” con Sambonet Paderno vuole stimolare delle riflessioni su questioni operative e strategiche, con un approccio concreto e ironico: Lorenzo Nasini, marketing manager approdato da poco in azienda, usa la metafora dell’astronomia per autodefinirsi un “marziano” e per raccontare il suo contatto con pianeta “tavola e cucina”, condividendo le principali domande scaturite dopo il recente ingresso in azienda. Un’azienda che compie 160 anni ma che è consapevole dell’importanza dell’innovazione. Una realtà profondamente italiana ma allo stesso tempo internazionale dopo le molte importanti acquisizioni, come Rosenthal nel 2009, Arzberg Porcelain nel 2013 e Ercuis nel 2015.

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Quale valore aggiunto può dare il “Made in Italy” a Sambonet Paderno e a un gruppo ora composto da brand italiani, tedeschi e francesi? Quale comun denominatore di questa “galassia”? Di quale “equipaggiamento” è dotato il gruppo per atterrare su nuovi mercati internazionali? Tre le parole chiave: tecnologia che si sposi con l’artigianalità e la cura dei dettagli nella creazione e realizzazione di oggetti che sappiano donare qualità a mille momenti quotidiani; le persone che significa aprirsi alla dialogo, voler conoscere le caratteristiche e esigenze dei propri interlocutori, costruendo relazioni efficaci e durature.
Chi è la concorrenza? Un azienda Italiana deve considerare un contesto di brand globali, eccellenze locali, italiani d’Europa acquisiti da gruppi internazionali. Anche i “clienti” sono molto diversificati: ristoranti, alberghi, negozi, interor designer e ovviamente il cliente finale. Comprendere le differenze e sapere bilanciare il focus tra b2b e b2c è necessario per avere un successo duraturo anche su mercati e in fasi economiche complesse.
Molte questioni sull’andamento del mercato e sui fattori di successo sono comuni anche a settori e brand affini. Per questo è importante trovare degli interlocutori e alleati ma anche essere consapevole di “nemici” comuni. E’ importante aprirsi al confronto, fare nascere partnership, sfruttare sinergie nella comunicazione e nuove vie nell’approccio al mercato.
“La concorrenza all’estero è indubbiamente consolidata e molto competitiva. Per entrare anche in un singolo negozio, bisogna riuscire a creare qualcosa di unico che possa essere italiano e allo stesso tempo internazionale. Per questo bisogna ripensare il Made in Italy come un modo di vivere e di fare business, che voglia trovare il giusto equilibrio tra leve e valori differenti: l’artigianalità strettamente legata alla qualità, l’innovazione che rispetti e valorizzi la tradizione, essere consapevoli degli stereotipi legati al Nostro Paese rendendoli contemporanei e comunicando un nuovo modo di essere italiani. Abbiamo tutte le ragioni per essere orgogliosi del Made in Italy. Non dobbiamo però avere timore di cercare nuovi modi di esprimere le nostre molte qualità e mettersi in gioco”.
Un esempio concreto: “un fattore di successo della Sambonet Paderno oggi”, racconta Nasini, “è la possibilità di creare sinergie tra brand diversi per proporre un’offerta tavola, living e cucina completa e in grado di soddisfar ogni esigenza. Il nostro assortimento di gamma, design e stili diversi ma complementari, permette al negozio come al cliente finale, di trovare nel Gruppo la giusta sintesi di qualità, tradizione e innovazione, senza doversi rivolgere ad altri brand concorrenti”.

 

Bottone

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