Intervista a Lorenzo Ramaciotti – Direttore Centro Stile Maserati

intervista – Parliamo di eccellenza e in particolare di eccellenza italiana, ovvero di quella particolare modalità di pensare, produrre e progettare secondo cui il concetto di qualità del prodotto, del saper fare, dell’attenzione alle materie prime è sempre legata a un concetto di qualità del vivere.

Ne parliamo con Lorenzo Ramaciotti, direttore Centro Stile Maserati, il marchio del tridente sinonimo di vetture dal fascino e dall'eleganza unici, capaci di emozionare con le loro prestazioni che, non a caso, ha scelto come head line "Excellence through passion".

"Ciò che caratterizza il design italiano è la sua capacità di comunicare passione ed emozioni, è un disegno che passa dal cuore. Una componente emozionale sempre legata alla competenza, all'attenzione alla funzione, all'aspetto prestazionale e che quindi richiede competenze sofisticate anche a livello tecnologico".

Quindi anche un item come un'auto può comunicare emozione?
"Certamente, un'automobile può essere vista sotto un profilo razionalista, ovvero come un semplice mezzo di trasporto, ma, per noi appassionati, è molto di più: è un oggetto coinvolgente in cui ci sentiamo rappresentati, le cui prestazioni suscitano emozioni".

L'emozione nel caso Maserati è quindi un concetto evidente, immediato?
"Sì, sono proprio convinto che un'auto brandizzata Maserati parli da sola di tutti quei valori che una vettura sportiva italiana dovrebbe declinare. Anche perché ogni progetto nasce e si sviluppa all'interno di un team, di una squadra, di un ambiente che con passione e competenza ha fatto propri questi valori".

Quali sono gli asset che identificano una modalità di progettare italiano?
"Credo che i prodotti e i progetti che ci rappresentano di più si caratterizzino per una forte componente di gusto e anche di individualismo, di personalizzazione. Questo lavorare sulle specificità è un approccio che ha radici profonde, nella nostra tradizione, nella nostra storia, basti pensare alle botteghe artistiche e artigianali rinascimentali. Il concetto del fatto a mano, e quindi unico, viene traslato ancora oggi in quella personalizzazione del prodotto che è sicuramente una delle caratteristiche più riconosciute e riconoscibili. C'è poi un altro elemento che, a mio avviso, abbiamo mutuato dalla metodologia delle botteghe rinascimentali e che riguarda l'approccio al progetto: le idee nascono dal dialogo, da uno scambio di competenze, sono un lavoro di team; le conoscenze si condividono come un tempo fra maestro e allievi. Nel nostro centro di design lavorano progettisti di tutto il mondo mche in questa atmosfera di scambio, di passaggio continuo di informazioni imparano a lavorare con un imprinting fortemente italiano".

Quali sono allora i valori forti che questa modalità di progettare conferisce al prodotto?
"Innanzitutto un gusto per l'equilibro. Le nostre proposte non seguono le mode, sono disegni equilibrati caratterizzati da uno stile che dura nel tempo. Non solo, il nostro è sempre un approccio progettuale a 360 gradi che valuta oltre all'estetica elementi come prestazioni, funzione, fattibilità e immagine sul mercato".

In che modo questi valori sono declinati da un brand come Maserati?
"Maserati punta a essere una vera sintesi di italianità, un brand sinonimo di un disegno emozionale ma mai sopra le righe, che contraddistingue un'auto sportiva ma mai vistosa, portavoce di un segno elegante, di una competenza, oserei dire, sartoriale, nei dettagli, negli interni, ma anche nelle innovazioni tecnologiche, una macchina sicuramente di grande gusto tagliata sulle esigenze dell'appassionato, un classico dell'innovazione che non conosce l'usura delle mode. Un'auto che parla di un gusto sportivo ma elegante, peculiarità che le consentono di emergere in un settore dove la competizione è molto forte. Non è un caso che la Quattroporte sia risultata prima fra le berline di prestigio dal sondaggio di Quattroruote".

Quali sono allora secondo lei le linee guida che le imprese italiane dovrebbero seguire per rendere competitive le proprie proposte?
"Vedo come chiave di successo innanzitutto l'acquisizione di una profonda consapevolezza di questo Made in Italy, ovvero di realizzare prodotti che trasmettono eccellenze e specificità del nostro Paese. E la capacità, poi, di proporre quella particolare interpretazione del vivere che ci contraddistingue ovunque, tenendo ovviamente presenti le esigenze specifiche dei vari Paesi. Sintetizzando direi quindi: fare prodotti portavoce di stile italiano, comprensibili e leggibili in tutto il mondo".

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